lunedì 7 marzo 2011

Aspettando il medico - Guida pratica

DETTAGLI 


Titolo: Aspettando il medico. Guida pratica
A cura di: Pierre Fournier
Edizioni: Feltrinelli, Milano
Anno: 1979
Pagg. 255
Formato del file: Pdf
Dimensione del file: 3,98 MB




DESCRIZIONE 



In tema di automedicazione serve imparare tante piccole tecniche come quelle per rimediare al gonfiore di stomaco, o alla difficoltà di riprendere fiato dopo uno sforzo importante, o ad attenuare la calvizie (perché nelle tribù primitive non ne soffre nessuno?), a combattere i colpi di calore e la sete (ad esempio assumendo cibi e bevande salate!), a imparare a fare un’iniezione, a intervenire sulla lussazione della mascella a causa di un grosso sbadiglio, a rimediare ai crampi in acqua, o al grasso superfluo, o alle diaree, o persino per intervenire sulle possibili complicazioni mediche a seguito di una deflorazione (ad es. la cosiddetta cistite della luna di miele). Inoltre tecniche per situazioni d’emergenza come un annegamento, un’emorragia, un avvelenamento, un’ingestione di corpi estranei frequente soprattutto nei bambini, una folgorazione, o un incidente stradale. E poi tantissimi piccoli consigli, dalle conseguenze per le donne di assumere alcolici e altro nel periodo dell’allattamento perché finisce tutto nel latte, a come sfilarsi in maniera indolore un amo da pesca o l’anello matrimoniale dal dito, come curare il mal d’aereo o di montagna che porta a orecchie tappate e leggera nausea, ecc.



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Le Opere di Ippocrate

DETTAGLI 




Autore: Ippocrate
A cura di: Mario Vegetti
Edizioni: UTET, Torino
Anno: 1963
Pagg. 459
Formato del file: Pdf
Dimensione del file: 13,4 MB




OPERE 



L’antica medicina

Le arie, le acque, i luoghi

Il prognostico

Il regime nelle malattie acute

Il male sacro

Le epidemie

Le ferite nella testa

Fratture e articolazioni

Giuramento e legge

Gli aforismi

La natura dell’uomo

L’arte






LE TEORIE MEDICHE 

(da Wikipedia)

Il pensiero

Ippocrate introdusse il concetto innovativo secondo il quale la malattia e la salute di una persona dipendono da specifiche circostanze umane della persona stessa e non da superiori interventi divini; egli fu anche il primo a studiare l'anatomia e la patologia (per farlo applicò la dissezione sui cadaveri).
Ippocrate inventò la cartella clinica, teorizzò la necessità di osservare razionalmente i pazienti prendendone in considerazione l'aspetto ed i sintomi e introdusse, per la prima volta, i concetti di diagnosi e prognosi. Egli credeva infatti che solo la considerazione dell'intero stile di vita del malato permetteva di comprendere e sconfiggere la malattia da cui questo era affetto. Se tale prospettiva è rimasta ancora oggi come tipica della pratica medica, la ricchezza degli elementi che Ippocrate chiama in causa (dietetici, atmosferici, psicologici, perfino sociali) suggerisce un'ampiezza di vedute che raramente sarà in seguito praticata. Ma la necessità di una considerazione globale valeva anche in senso inverso: ogni elemento nella natura umana aveva, infatti, ripercussioni sull'intera esistenza.
Tale innovazione appare chiara soprattutto a partire dalle osservazioni che Ippocrate rivolge all'indirizzo della scuola di Cnido. Questa, sotto l'influenza delle prime osservazioni scientifiche compiute in area ionica (Talete, Anassimandro) aveva rafforzato lo spirito di osservazione tipico dei primi medici itineranti greci, nominati nei poemi omerici. Da una parte Ippocrate ha grande stima di tale approccio sperimentale, ritenendo che grazie ad esso l'intera verità potrà gradualmente essere scoperta; dall'altra parte egli ne critica il fatto che le osservazioni empiriche non siano congiunte in un quadro scientifico complessivo, che metta ordine nell'infinita varietà dei fenomeni con i quali il medico si deve confrontare. Solo questa conoscenza di tipo universale rende infatti il medico veramente tale. Ippocrate valorizza il dialogo tra medico e paziente. "Se ti udrà un medico di schiavi, ti rimprovererà:" Ma così tu rendi medico il tuo paziente!" proprio così dovrà dirti, se sei un bravo medico" Il concetto é chiaro.


La teoria degli umori

Ippocrate sostenne la "teoria umorale", secondo la quale il nostro corpo sarebbe governato da quattro umori diversi (sangue, bile gialla, bile nera, flegma), che combinandosi in differenti maniere condurrebbero alla salute (crasi) nel caso in cui questi siano in proporzioni ed equilibrio o, contrariamente, alla malattia.
A lui si deve l'importanza del concetto di dieta e alimentazione all'interno della dottrina degli umori e la coniugazione di medicina e chirurgia (ad esempio attraverso purghe e salassi).
Ancora oggi alcune malattie portano il suo nome. Ricordiamo le dita ippocratiche (o a bacchetta di tamburo) e la "facies ippocratica", tipica delle condizioni di grave sofferenza e indebolimento, ad esempio, nel caso di peritonite.


La deontologia

Se da una parte la mancanza di qualsiasi vincolo legislativo aveva reso possibile lo sviluppo rapido della ricerca medica, d'altra parte essa spostava la riflessione anche sui doveri morali del medico. In diversi passi delle opere di Ippocrate egli insiste sull'esigenza che il medico conduca una vita regolare e riservata, non speculi sulle malattie dei pazienti ma anzi li curi gratuitamente se bisognosi, stabilisca un legame di sincerità con i malati. Il testo più celebre che codifica l'etica medica è però il giuramento (ancor oggi in uso), in cui vengono enumerati i princìpi fondamentali che deve seguire chi esercita questa professione: diffusione responsabile del sapere, impegno a favore della vita, senso del proprio limite, rettitudine e segreto professionale.





L’AUTORE 



(da Wikipedia)

Ippocrate di Coo o Kos (Coo, 460 a.C. circa – Larissa, al massimo 377 a.C.) è stato un medico greco antico, considerato il "padre" della medicina.
Figlio di Eraclide e di Fenarete, Ippocrate proveniva da una famiglia aristocratica con interessi medici, i cui membri erano già appartenuti alla corporazione degli Asclepiadi. Il padre, egli stesso medico, affermava di essere un discendente diretto di Asclepio, dio della medicina. Fu proprio il padre, insieme ad Erodico, ad introdurre il giovane Ippocrate all'arte medica. Egli lavorò a Kos, viaggiò molto in Grecia e fu anche ad Atene. Ma esercitò specialmente nelle regioni della Grecia settentrionale, in Tracia e a Taso.
Ippocrate viaggiò moltissimo, visitò tutta la Grecia ed arrivò persino in Egitto e in Libia. Alla sua epoca l'Egitto era il paese ritenuto più avanzato nella cultura scientifica e tecnologica, nonché nell'aritmetica e nella geometria. Quasi tutti i medici laici viaggiavano molto per curare i malati e studiare le metodologie di cura.
Acquisì grande fama in vita, contribuendo a debellare la grande peste di Atene del 429 a.C., ma anche, e forse soprattutto, per la sua attività di maestro. Egli infatti fondò una vera e propria scuola medica e scrisse diverse opere, una settantina, che sono raccolte nel "Corpus Hippocraticum".



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Imaging del rachide. Il vecchio e il nuovo A cura di: A. Leone - F. Martino


Imaging del rachide. Il vecchio e il nuovo

La colonna vertebrale rappresenta il distretto anatomico maggiormente sottoposto ad indagini di diagnostica per immagini e, in tale campo, gran parte del "vecchio" conserva tuttora la sua attualità. Il "nuovo" è rappresentato sia dalle nuove modalità di studio che il progresso tecnologico ha reso possibili (la TC spirale multistrato e la RM ortostatica ne costituiscono gli esempi più promettenti) sia dal diverso approccio alla patologia vertebrale da parte del radiologo moderno, per il quale l'imaging non riveste più il solo fine diagnostico ma costituisce anche un fondamentale strumento per la terapia interventistica. Il volume si inserisce in questo contesto come valido strumento di aggiornamento professionale mirato per il radiologo, ma risulta inoltre un'utile opera di consultazione per l'ortopedico, il reumatologo e il fisiatra.


Informazioni generali sul libro

Editore & Imprint: Springer Verlag
Pagine: 208


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